Spettacolo all'Olimpico nel pari fra Lazio e Sampdoria
Lazio - Sampdoria 1-1: Spettacolo all’Olimpico ma porteblindate…
Pazzini e Matuzalem creano, Castellazzi e Muslera conservano
La squadra di Ballardini e i ragazzi di Del Neri mantengono le premesse di spettacolo e danno vita ad una splendida partita ricca di episodi e ribaltamenti di fronte. Lazio efficace e incisiva nei primi minuti di entrambi i tempi, Sampdoria più quadrata e manovratrice per larghi tratti.. Mauro Matias ZarateGenerazione di fenomeni: Mauro Matias Zarate
I SUOI PRIMI ANNI: Mauro Matias è il meno famoso e il più piccolo dei fratelli Zarate, cognome che contraddistingue una dinastia di calciatori in voga da parecchie generazioni. Cresciuto nelle giovanili del Velez, Mauro dimostra di essere troppo forte per la categoria giovanile e viene spesso inserito in prima squadra a cominciare dal campionato di apertura 2004. Appena diciassettenne, Zarate colleziona poche apparizioni complice il dualismo con il fratello maggiore Rolando, attempato bomber che ha vestito addirittura la maglia del Real Madrid.
ROTTA VERSO IL SUCCESSO: Il Velez Sarsfield si aggiudica il campionato di Clausura 2005 ma Mauro non lo vive da protagonista. E’ però questa la svolta della sua carriera. Il club messicano dei Tigres Monterrey ingaggia il fratello Rolando (finito in panchina con l’arrivo di Miguel Angel Russo) e Mauro si ritrova titolare al centro dell’attacco, privo però del fratello tutor e di altri giocatori chiave ceduti nel corso della stagione, come Leandro Gracian e Jonas Gutierrez. Il talento di Mauro non tarda però a farsi sentire, il Velez rimane nelle parti alte della classifica grazie allo scatenato ragazzino che diventa capocannoniere del campionato di Apertura 2006 con 12 goals. A fine campionato mister Russo si accasa al Boca Juniors e sulla panchina dell’Amalfitani si siede Ricardo La Volpe, contestatissimo allenatore dimissionario proprio dalla squadra degli Xeneizes. Zarate non va molto d’accordo con il nuovo allenatore che lo accusa di troppo egoismo al pari del compagno Escudero, l’altro gioiello della squadra. Nonostante i dissapori Maurito si dimostra bomber di razza, segnando a ripetizione in libertadores e un pò meno in campionato. Piovono le offerte sul tavolo della dirigenza del Velez, a fare più fragore è sicuramente quella dell’ Al Sadd, club di punta del campionato del Qatar. 20 milioni di dollari al Velez e contratto da 2 milioni a stagione per il ragazzo che accetta il trasferimento sistemando finanziariamente il Velez, sè stesso e tutta la famiglia. Con la testa in Arabia, Mauro viene convocato per il Mondiale Under 20, titolare in un attacco stellare con Sergio Aguero. Una sola rete nel girone e una condizione non ottimale lo espongono alle critiche, Mauro è però un tipo tosto e zittisce tutti con la rete decisiva in finale contro la Repubblica Ceca. A conclusione Mondiale si vola in Qatar, 6 presenze e 4 goals per lui e una gran voglia di andare a fare visita al calcio che conta. Così a gennaio viene ceduto in prestito agli inglesi del Birmingham City, preparazione da rifare e tempi di inserimento lunghi. Il coach McLeish gli dà comunque fiducia e Mauro segna 4 reti in 14 presenze, giocando complessivamente poco più di 600 minuti.
CARATTERISTICHE TECNICHE: Fantasista o attaccante, prima punta o ala, Maurito può ricoprire tutti i ruoli offensivi, l’importante è lasciare fare al ragazzo ciò che il suo straordinario talento suggerisce, senza compiti di copertura. Dotato di una disarmante facilità di dribbling, Zarate ama partire lateralmente per accentrarsi ed entrare con più facilità in area. Ambidestro, può giocare indifferentemente sui due lati del campo, oltre che nella posizione di centravanti puro. Ha piede vellutato e una precisione di tiro eccellente. Micidiale nei calci piazzati, addirittura a segno con una punizione a giro da 40 metri contro il San Lorenzo difeso da Augustin Orion. Le cartteristiche più in vista di Zarate sono la facilità con cui salta l’uomo nell’uno contro uno e una sensazione della porta che hanno solo i grandi campioni. Qualità che ci permettono di accostarlo ad un certo Roberto Baggio misto al miglior Vincenzo Montella. Insomma, un campioncino vero. Qualcuno lo ha giustamente definito un “nove e mezzo”, una sorta di fantasista misto a centravanti puro.
IL SUO FUTURO: Il 9 luglio 2008 la Lazio ha depositato il suo contratto in Lega Calcio, ponendo così fine alle voci di un inserimento disperato del Portsmouth, ambizioso club d’oltremanica. Contratto di prestito oneroso (3 milioni di euro) con riscatto fissato a circa 14, investimento importante per Claudio Lotito che, si spera, non esiterà a riscattare il gioiellino nella prossima stagione. Nella squadra biancoceleste affiancherà Goran Pandev e Tommaso Rocchi in un tridente che non può non far sognare i tifosi biancocelesti. Ad aiutarlo nell’inserimento troverà i connazionali Cristian Ledesma e Juan Pablo Carrizo, appena arrivato dal prestito al River Plate. Rossi lo schiererà come attaccante esterno o come centravanti puro nel 4-3-3, in caso di 4-4-2 possibile che Pandev vada a fare l’esterno di centrocampo e l’argentino affianchi Rocchi. Non convocato per le Olimpiadi di Pechino, Zarate punta alla nazionale maggiore, conscio delle attenzioni che gli dedicherà il CT Alfio “El Coco” Basile.
CURIOSITA’: Mauro è l’ultimo di cinque fratelli, tutti calciatori a partire dal primogenito Nestor. Papà Rolando ha giocato nell’Independiente e nonno Juvenal Zarate è stato nazionale cileno. Una famiglia a cui il calcio non piace...
CARRIERA PROFESSIONISTICA:
Massimo CulelloChievo - LazioChievo–Lazio 1-2: Campi inguardabili?Tranquilli c’è il giardiniere!Julio Cruz abbatte il Chievo con una pesantissima doppiettaLa Lazio di Davide Ballardini si presenta alla sosta del campionato in vetta alla classifica. Un Chievo organizzato e pericolosissimo sui calci piazzati prova a guastare la festa ai romani, soprattutto con Pellissier che porta in vantaggio i suoi incornando in rete un corner affilato di Marcolini. Dopo il vantaggio clivense si scatena Julio Cruz, l’argentino si guadagna e trasforma il calcio di rigore del momentaneo pareggio e poi chiude i conti da pochi passi sull’assist del sempre decisivo Zarate. Grande reazione dei padroni di casa, grazie anche all’espulsione dell’ingenuo Cribari, che creano parecchi presupposti per il pareggio ma rimangono con un pugno di mosche tra le mani.
Subito Chievo pericoloso nella ripresa, al 3’ Pinzi fa partire un contropiede micidiale lanciando Pellissier, Radu sbaglia il fuorigioco, l’attaccante valdostano si allunga leggermente il pallone consentendo a Muslera di salvare con un’uscita disperata. All’8’ azione fotocopia a parti invertite, Mauri recupera e si invola, palla per Zarate che salta Yepes e centra per Cruz, Sorrentino sfiora soltanto e regala la comoda doppietta al centravanti argentino per l’1-2. Passano pochi minuti e Cribari, a metà campo, abbatte un avversario in velocità e si prende il secondo giallo che lascia in dieci i suoi. Ballardini inserisce Diakitè per Cruz e Scaloni per Dabo. Il Chievo si riversa nella metà campo laziale, continua la spinta sulle fasce dove Mantovani e Frey vanno spesso sul fondo. Proprio il francese al 20’ pesca in area Bogdani, stacco di testa e palla fuori di un soffio sul disturbo di Diakitè. Ancora clivensi in avanti, Bentivoglio appena entrato raccoglie una sponda di Pellissier ma il suo destro secco si infrange in pieno sulla traversa. E’ assedio puro dei veronesi. Marcolini ci prova più volte senza fortuna dalla distanza, Bentivoglio è sfortunato in un paio di conclusioni. L‘occasione più ghiotta capita al 44’, Muslera sbaglia l’uscita, Yepes riesce a fare la sponda per Pellissier che a centro area di testa consegna la palla al portiere avversario con una zuccata debolissima. Cinque minuti di recupero, Pinzi prova dal limite ma trova la decisiva deviazione in corner di un difensore. Finisce qui, altri pesantissimi punti per i biancocelesti.
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 5; Frey 5.5, Morero 5, Yepes 6, Mantovani 5.5; Luciano 5.5 (78’ De Paula s.v.), Rigoni 5.5 (65’ Bentivoglio 6.5), Marcolini 6.5; Pinzi 5.5; Pellissier 6.5, Bogdani 5.5 (65’ Granoche 6). A disposizione: Squizzi, Mandelli, Scardina, Ariatti. All. Di Carlo 5.5
LAZIO (4-3-1-2): Muslera 6; Lichtsteiner 6.5, Cribari 4.5, Radu 5, Kolarov 6.5; Dabo 6.5 (71’ Scaloni 6), Baronio 6.5, Mauri 7; Matuzalem 6.5; Cruz 7.5 (60’ Diakitè 6.5), Zarate 6.5 (89’ Rocchi s.v.). A disposizione: Bizzarri, Del Nero, Foggia, Meghni. All. Ballardini 7
Lazio - Elfsborg 3 - 0Lazio - Elfsborg 3-0: Kolarov di sciabola, Zarate di fioretto…Vittoria netta e incoraggiante dei biancocelesti che ipotecano la qualificazione
Ripresa con gli stessi effettivi. Lazio pericolosa più volte su calci piazzati di Baronio, l’occasione migliore capita però a Zarate che ruba palla ad un ingenuo Floren, entra in area ma invece del tiro cerca l’assist al centro intercettato dalla difesa scandinava. Ancora il folletto argentino pochi minuti dopo si esibisce nell’ennesimo slalom speciale e mette in mezzo per Cruz che non ci arriva. Gli svedesi si risvegliano intorno a metà tempo e creano due clamorose palle goal con Danielsson che sfiora prima il palo e poi la traversa trovando pronto l’ottimo Muslera. Al 23’ va però ancora in onda sul canale principale lo Zarate show; Maurito riceve palla, punta l’area avversaria e serve un cucchiaio perfetto per l’inserimento di Mauri che stoppa di petto e gira a rete col sinistro per il 3-0. Solita girandola di cambi nel finale, l’ Elfsborg cerca di limare lo svantaggio con Ishizaki ma Siviglia salva sulla linea e chiude di fatto il match.
LAZIO (4-4-2): Muslera 6.5; Lichtsteiner 6, Siviglia 6.5, Cribari 6.5, Kolarov 7; Brocchi 6.5, Baronio 6.5, Matuzalem 6.5 (58’ Dabo 6), Mauri 6.5 (86’ Diakitè s.v.); Cruz 6.5, Zarate 7.5 (75’ Eliseu s.v.). A disposizione: Bizzarri, Radu, Diakitè, Foggia, Rocchi. All. Ballardini 7
Lazio - Atalanta 1 - 0Lazio - Atalanta 1-0: Rocchi Balboa stende l’Atalanta
Un bel goal del bomber veneziano regala tre punti sudatissimi alla Ballardini band
Nessuna sostituzione da entrambe le parti, Atalanta che cerca il pareggio ma si ritrova esposta al contropiede laziale. Al 3’ ripartenza micidiale di Foggia che percorre tutta la fascia di competenza, rientra sul sinistro e calcia a giro, decisiva la deviazione di Bellini in corner. E’ solo un fuoco di paglia però perché la Lazio soffre, gli orobici pressano e Ballardini è costretto a ricorrere ai cambi. All’ 8’ Padoin mette in mezzo un innocuo cross su cui Brocchi si avventa di tacco lisciando la palla e smarcando di fatto Acquafresca in area, clamoroso l’errore del centravanti che da pochi metri calcia incredibilmente a lato! L’ingresso di Matuzalem giova alla manovra dei capitolini, il brasiliano innesca al 20’ Zarate che giunto sulla trequarti scarica una sassata rasoterra che lascia di sale Consigli ma si spegne di pochissimo sul fondo. Passano pochi minuti e l’ottimo Dabo si fa vedere in fase offensiva, gran cross per Rocchi che si coordina ottimamente ma scarica addosso a Consigli. L’Atalanta si getta all’arrembaggio, dubbi su un contatto Cribari – Tiribocchi ma le immagini sembrano dare ragione a Pierpaoli che lascia correre. Finale concitato con Padoin che sfiora il goal della domenica con un destro siderale dai 25 metri e Caserta che la palla buona sul piede preferito ma calcia malamente da buona posizione.
LAZIO (4-3-1-2): Muslera 6.5; Lichtsteiner 6, Siviglia 6, Cribari 6.5, Kolarov 6; Brocchi 5, Baronio 5.5 (57’ Dabo 7), Mauri 6.5; Foggia 6 (62’ Matuzalem 6); Rocchi 7 (79’ Cruz s.v.), Zarate 6.5. A disposizione: Bizzarri, Radu, Diakitè, Eliseu. All. Ballardini 6.5
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