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Spettacolo all'Olimpico nel pari fra Lazio e Sampdoria

 

Lazio - Sampdoria 1-1: Spettacolo all’Olimpico ma porte

                                  blindate…

 

Pazzini e Matuzalem creano, Castellazzi e Muslera conservano

 

La squadra di Ballardini e i ragazzi di Del Neri mantengono le premesse di spettacolo e danno vita ad una splendida partita ricca di episodi e ribaltamenti di fronte. Lazio efficace e incisiva nei primi minuti di entrambi i tempi, Sampdoria più quadrata e manovratrice per larghi tratti..

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Mauro Matias Zarate

Generazione di fenomeni: Mauro Matias Zarate

Nome

Mauro Matias

Cognome

Zarate

Data e luogo di nascita

18 marzo 1987, Haedo (Argentina)

Nazionalità

Argentina - italiana

Altezza

176 cm

Peso

74 kg

Ruolo

Attaccante

 

 

 Zarate che festeggia

I SUOI PRIMI ANNI: Mauro Matias è il meno famoso e il più piccolo dei fratelli Zarate, cognome che contraddistingue una dinastia di calciatori in voga da parecchie generazioni. Cresciuto nelle giovanili del Velez, Mauro dimostra di essere troppo forte per la categoria giovanile e viene spesso inserito in prima squadra a cominciare dal campionato di apertura 2004. Appena diciassettenne, Zarate colleziona poche apparizioni complice il dualismo con il fratello maggiore Rolando, attempato bomber che ha vestito addirittura la maglia del Real Madrid.

 

ROTTA VERSO IL SUCCESSO: Il Velez Sarsfield si aggiudica il campionato di Clausura 2005 ma Mauro non lo vive da protagonista. E’ però questa la svolta della sua carriera. Il club messicano dei Tigres Monterrey ingaggia il fratello Rolando (finito in panchina con l’arrivo di Miguel Angel Russo) e Mauro si ritrova titolare al centro dell’attacco, privo però del fratello tutor e di altri giocatori chiave ceduti nel corso della stagione, come Leandro Gracian e Jonas Gutierrez. Il talento di Mauro non tarda però a farsi sentire, il Velez rimane nelle parti alte della classifica grazie allo scatenato ragazzino che diventa capocannoniere del campionato di Apertura 2006 con 12 goals. A fine campionato mister Russo si accasa al Boca Juniors e sulla panchina dell’Amalfitani si siede Ricardo La Volpe, contestatissimo allenatore dimissionario proprio dalla squadra degli Xeneizes. Zarate non va molto d’accordo con il nuovo allenatore che lo accusa di troppo egoismo al pari del compagno Escudero, l’altro gioiello della squadra. Nonostante i dissapori Maurito si dimostra bomber di razza, segnando a ripetizione in libertadores e un pò meno in campionato. Piovono le offerte sul tavolo della dirigenza del Velez, a fare più fragore è sicuramente quella dell’ Al Sadd, club di punta del campionato del Qatar. 20 milioni di dollari al Velez e contratto da 2 milioni a stagione per il ragazzo che accetta il trasferimento sistemando finanziariamente il Velez, sè stesso e tutta la famiglia. Con la testa in Arabia, Mauro viene convocato per il Mondiale Under 20, titolare in un attacco stellare con Sergio Aguero. Una sola rete nel girone e una condizione non ottimale lo espongono alle critiche, Mauro è però un tipo tosto e zittisce tutti con la rete decisiva in finale contro la Repubblica Ceca. A conclusione Mondiale si vola in Qatar, 6 presenze e 4 goals per lui e una gran voglia di andare a fare visita al calcio che conta. Così a gennaio viene ceduto in prestito agli inglesi del Birmingham City, preparazione da rifare e tempi di inserimento lunghi. Il coach McLeish gli dà comunque fiducia e Mauro segna 4 reti in 14 presenze, giocando complessivamente poco più di 600 minuti.

 

CARATTERISTICHE TECNICHE: Fantasista o attaccante, prima punta o ala, Maurito può ricoprire tutti i ruoli offensivi, l’importante è lasciare fare al ragazzo ciò che il suo straordinario talento suggerisce, senza compiti di copertura. Dotato di una disarmante facilità di dribbling, Zarate ama partire lateralmente per accentrarsi ed entrare con più facilità in area. Ambidestro, può giocare indifferentemente sui due lati del campo, oltre che nella posizione di centravanti puro. Ha piede vellutato e una precisione di tiro eccellente. Micidiale nei calci piazzati, addirittura a segno con una punizione a giro da 40 metri contro il San Lorenzo difeso da Augustin Orion. Le cartteristiche più in vista di Zarate sono la facilità con cui salta l’uomo nell’uno contro uno e una sensazione della porta che hanno solo i grandi campioni. Qualità che ci permettono di accostarlo ad un certo Roberto Baggio misto al miglior Vincenzo Montella. Insomma, un campioncino vero. Qualcuno lo ha giustamente definito un “nove e mezzo”, una sorta di fantasista misto a centravanti puro.

 

IL SUO FUTURO: Il 9 luglio 2008 la Lazio ha depositato il suo contratto in Lega Calcio, ponendo così fine alle voci di un inserimento disperato del Portsmouth, ambizioso club d’oltremanica. Contratto di prestito oneroso (3 milioni di euro) con riscatto fissato a circa 14, investimento importante per Claudio Lotito che, si spera, non esiterà a riscattare il gioiellino nella prossima stagione. Nella squadra biancoceleste affiancherà Goran Pandev e Tommaso Rocchi in un tridente che non può non far sognare i tifosi biancocelesti. Ad aiutarlo nell’inserimento troverà i connazionali Cristian Ledesma e Juan Pablo Carrizo, appena arrivato dal prestito al River Plate. Rossi lo schiererà come attaccante esterno o come centravanti puro nel 4-3-3, in caso di 4-4-2 possibile che Pandev vada a fare l’esterno di centrocampo e l’argentino affianchi Rocchi. Non convocato per le Olimpiadi di Pechino, Zarate punta alla nazionale maggiore, conscio delle attenzioni che gli dedicherà il CT Alfio “El Coco” Basile.

 

 

CURIOSITA’: Mauro è l’ultimo di cinque fratelli, tutti calciatori a partire dal primogenito Nestor. Papà Rolando ha giocato nell’Independiente e nonno Juvenal Zarate è stato nazionale cileno. Una famiglia a cui il calcio non piace...

 

CARRIERA PROFESSIONISTICA:

 

Stagione

Squadra

Presenze

Goals

Titoli

2004/2007

Velez Sarsfield

73

22

Clausura 2005, Capocannoniere Apertura 2006, Campione del Mondo Under 20

2007/2008

Al Sadd

6

4

 

Gen.2008

Birmingham

14

4

 

 

Massimo Culello

 

Chievo - Lazio

Chievo–Lazio 1-2: Campi inguardabili?

Tranquilli c’è il giardiniere!

Julio Cruz abbatte il Chievo con una pesantissima doppietta

La Lazio di Davide Ballardini si presenta alla sosta del campionato in vetta alla classifica. Un Chievo organizzato e pericolosissimo sui calci piazzati prova a guastare la festa ai romani, soprattutto con Pellissier che porta in vantaggio i suoi incornando in rete un corner affilato di Marcolini. Dopo il vantaggio clivense si scatena Julio Cruz, l’argentino si guadagna e trasforma il calcio di rigore del momentaneo pareggio e poi chiude i conti da pochi passi sull’assist del sempre decisivo Zarate. Grande reazione dei padroni di casa, grazie anche all’espulsione dell’ingenuo Cribari, che creano parecchi presupposti per il pareggio ma rimangono con un pugno di mosche tra le mani.


In campo – Mimmo Di Carlo ha tutta la rosa a disposizione e propone il collaudato modulo 4-3-1-2 con il guastatore Pinzi a supporto del tandem Pellissier – Bogdani, letale nella clomorosa vittoria all’Olimpico di qualche mese fa. Davide Ballardini ha decisamente qualche problema in più, lo 0-1 sul sintetico svedese ha portato gli infortuni di Siviglia e Brocchi, indisponibili, oltre agli acciacchi di Lichtsteiner e Cribari, recuperati in extremis. Accanto al difensore brasiliano c’è Radu, Dabo affianca Baronio e Mauri in linea mediana, Matuzalem a supporto della coppia argentina Zarate - Cruz.


Si gioca – Match molto tattico nella prima frazione di tempo, squadre molto contratte e chiuse che ricorrono spesso al fallo. Al 5’ bella azione sull’asse Zarate – Cruz – Matuzalem, sinistro del brasiliano fuori di un soffio. Al 13’ Zarate viene messo giù al limite dell’area, esecuzione affidata allo stesso argentino che pennella una splendida traiettoria, il palo salva Sorrentino. Il Chievo attende sornione e al 15’ passa; corner perfetto di Marcolini a centro area, spizzata per Pellissier che brucia Radu e incorna in rete da due passi per l’1-0. La squadra di Di Carlo continua a fare paura su calcio piazzato, prima con il tiro dalla distanza di Marcolini e poi con l’ennesimo corner tagliato del centrocampista gialloblù che quasi emula l’azione del primo goal. Al 40’ si rivede finalmente la squadra ospite, punizione a centro area per Cruz che viene atterrato da Morero, calcio di rigore netto che “ El Jardinero” trasforma spiazzando Sorrentino, 1-1. Al 43’ Kolarov recupera palla a metà campo, un’occhiata a Sorrentino fuori dai pali e pallonetto micidiale che dopo oltre 50 metri di volo si schianta clamorosamente sulla traversa.

 

Subito Chievo pericoloso nella ripresa, al 3’ Pinzi fa partire un contropiede micidiale lanciando Pellissier, Radu sbaglia il fuorigioco, l’attaccante valdostano si allunga leggermente il pallone consentendo a Muslera di salvare con un’uscita disperata. All’8’ azione fotocopia a parti invertite, Mauri recupera e si invola, palla per Zarate che salta Yepes e centra per Cruz, Sorrentino sfiora soltanto e regala la comoda doppietta al centravanti argentino per l’1-2. Passano pochi minuti e Cribari, a metà campo, abbatte un avversario in velocità e si prende il secondo giallo che lascia in dieci i suoi. Ballardini inserisce Diakitè per Cruz e Scaloni per Dabo. Il Chievo si riversa nella metà campo laziale, continua la spinta sulle fasce dove Mantovani e Frey vanno spesso sul fondo. Proprio il francese al 20’ pesca in area Bogdani, stacco di testa e palla fuori di un soffio sul disturbo di Diakitè. Ancora clivensi in avanti, Bentivoglio appena entrato raccoglie una sponda di Pellissier ma il suo destro secco si infrange in pieno sulla traversa. E’ assedio puro dei veronesi. Marcolini ci prova più volte senza fortuna dalla distanza, Bentivoglio è sfortunato in un paio di conclusioni. L‘occasione più ghiotta capita al 44’, Muslera sbaglia l’uscita, Yepes riesce a fare la sponda per Pellissier che a centro area di testa consegna la palla al portiere avversario con una zuccata debolissima. Cinque minuti di recupero, Pinzi prova dal limite ma trova la decisiva deviazione in corner di un difensore. Finisce qui, altri pesantissimi punti per i biancocelesti.

La chiave – La mossa a sorpresa di Ballardini di schierare dall’inizio Cruz ripaga in pieno il tecnico della Lazio. L’argentino si procura e trasforma il penalty del pareggio e si fa trovare prontissimo sul centro di Zarate per il raddoppio che regala i tre punti ai biancocelesti.

La chicca – E’ il minuto 43 nel corso della prima frazione di gioco, Kolarov raccoglie una palla vagante sulla linea del centrocampo e pensa bene di calciare in porta immediatamente. Sorrentino è colpevolmente fuori dai pali ed è battuto, ci pensa però la traversa a negare un goal incredibile al terzino serbo. Ci si chiede come possa Kolarov avere un piede calibrato e potente allo stesso tempo…

Top&Flop – Nei veronesi bene Marcolini, piede velenoso, Pellissier fa una gran partita ma sciupa il goal del pareggio nel finale, Bentivoglio entra benissimo nel match. Male Morero, troppo irruento, poco incisivi Luciano e Rigoni. Negli ospiti sugli scudi ovviamente Cruz, mentre Mauri è un calciatore rinato e merita un bel voto insieme agli altri compagni di reparto. Decisamente male uno sciagurato Cribari, Radu si riprende parzialmente nel finale dopo una partita semi disastrosa.

Massimo Culello


IL TABELLINO

Chievo - Lazio 1-2

Reti: 15’ Pellissier (C), 40’ rig. e 53’ Cruz (L),

 

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 5; Frey 5.5, Morero 5, Yepes 6, Mantovani 5.5; Luciano 5.5 (78’ De Paula s.v.), Rigoni 5.5 (65’ Bentivoglio 6.5), Marcolini 6.5; Pinzi 5.5; Pellissier 6.5, Bogdani 5.5 (65’ Granoche 6).  A disposizione: Squizzi, Mandelli, Scardina, Ariatti. All. Di Carlo 5.5

 

LAZIO (4-3-1-2): Muslera 6; Lichtsteiner 6.5, Cribari 4.5, Radu 5, Kolarov 6.5; Dabo 6.5 (71’ Scaloni 6), Baronio 6.5, Mauri 7; Matuzalem 6.5; Cruz 7.5 (60’ Diakitè 6.5), Zarate 6.5 (89’ Rocchi s.v.).  A disposizione:  Bizzarri, Del Nero, Foggia, Meghni. All.  Ballardini 7

ARBITRO: Damato di Barletta 5.5


AMMONITI: Baronio (L), Pinzi (C), Rigoni (C), Morero (C), Cribari (L), Frey (C), Kolarov (L), Muslera (L)

ESPULSI: Cribari (L), all. Di Carlo (C)

 

 

Lazio - Elfsborg 3 - 0

Lazio - Elfsborg 3-0: Kolarov di sciabola, Zarate di fioretto…

Vittoria netta e incoraggiante dei biancocelesti che ipotecano la qualificazione


Anno nuovo, Lazio nuova. La compagine di Davide Ballardini inanella la seconda vittoria su due partite, segnale decisamente incoraggiante rispetto alla moltitudine di sconfitte della stagione passata. Il tecnico ravennate si affida alla linea mediana della Supercoppa, trovando in un ispirato Baronio il metronomo perfetto. Dopo qualche singhiozzo iniziale ci pensa Kolarov con un sinistro letale a portare in vantaggio i suoi, al resto pensa il fuoriclasse Mauro Zarate che prima raddoppia con un goal dei suoi e poi manda in porta Mauri per il 3-0 con un assist delizia per palati fini. Poca resistenza degli scandinavi, pericolosi con un palo di Avdic e nel finale di partita trovando sempre un attento Muslera.


In campo – Debutto ufficiale all’Olimpico e in Europa per coach Davide Ballardini che schiera la Lazio con la formazione vincente della Supercoppa Italiana eccezion fatta per Diakitè e Rocchi sostituiti da Cribari e Cruz. Spazio quindi al 4-4-2 mascherato con Matuzalem che si sposta a fare il vertice alto di centrocampo, per supportare la supercoppia argentina Cruz – Zarate. Il giovane tecnico degli svedesi Magnus Haglund risponde con la collaudata formazione che veleggia nei piani alti della prima divisione svedese. Manca il centravanti inglese Keene, squalificato, spazio quindi al solito 4-2-3-1 con Advic punta avanzata.


Si gioca – E’ subito una Lazio vivace in campo, conscia dei propri mezzi e vogliosa di chiudere in fretta il discorso qualificazione. Cruz mette giù sempre i lanci lunghi, Zarate stagna sulla trequarti sinistra e nei primi dieci minuti va per due volte vicino al goal dopo le sue oramai famose serpentine. Al 12’ però scorre un brivido freddo sulla schiena dei 20.000 presenti, al termine di un’azione confusa Avdic raccoglie palla e scarica a rete, il palo salva la Lazio e Muslera dalla capitolazione. E’ il momento di minore brillantezza dei padroni di casa, l’ Elfsborg sembra prendere bene le misure finché nella partita irrompe Kolarov; è il 24’ quando il terzino serbo scende sulla sinistra, salta Karlsson con una finta e dal limite corto sinistro dell’area scarica una saetta terrificante che si infila sotto la traversa di uno sconvolto Covic. 1-0, prodezza clamorosa del serbo. Non finisce qui l’arrembaggio, Zarate dopo alcuni dribbling inefficaci ci riprova al 35’ con risultati decisamente diversi, discesa in slalom dalla sinistra e destro a giro nell’angolino imprendibile per l’incolpevole Covic. 2-0, partita in ghiaccio. Lazio che avrebbe la possibilità di chiudere il discorso pochi minuti dopo quando Brocchi serve una palla verticale eccellente per Cruz che calcia di sinistro chiudendo però troppo l’angolo.

 

Ripresa con gli stessi effettivi. Lazio pericolosa più volte su calci piazzati di Baronio, l’occasione migliore capita però a Zarate che ruba palla ad un ingenuo Floren, entra in area ma invece del tiro cerca l’assist al centro intercettato dalla difesa scandinava. Ancora il folletto argentino pochi minuti dopo si esibisce nell’ennesimo slalom speciale e mette in mezzo per Cruz che non ci arriva. Gli svedesi si risvegliano intorno a metà tempo e creano due clamorose palle goal con Danielsson che sfiora prima il palo e poi la traversa trovando pronto l’ottimo Muslera. Al 23’ va però ancora in onda sul canale principale lo Zarate show; Maurito riceve palla, punta l’area avversaria e serve un cucchiaio perfetto per l’inserimento di Mauri che stoppa di petto e gira a rete col sinistro per il 3-0. Solita girandola di cambi nel finale, l’ Elfsborg cerca di limare lo svantaggio con Ishizaki ma Siviglia salva sulla linea e chiude di fatto il match.

La chiave – Il centrocampo laziale fa un gran lavoro in possesso palla e non. Matuzalem svaria dietro le punte ottimamente e dà sempre riferimento ai compagni, Brocchi e Mauri sgobbano su e giù per le fasce e Baronio dà ordine e geometrie alla squadra. Un capolavoro di mister Ballardini…

La chicca – Come al solito nella rubrica dedicata alle perle della serata ci troviamo lui, Mauro Matias Zarate da Haedo. Il talento argentino semina giocate d’alta scuola per tutta la partita trovando la massima espressione con il morbido cucchiaio con cui manda in porta il compagno Mauri. Giù il cappello…

Top&Flop – Solo promossi nella bella Lazio serale, su tutti uno Zarate e Kolarov autori degli importantissimi goals del primo tempo. Tra gli svedesi si salvano un sempre temibile Danielsson, il redivivo Svensson e il corazziere Avdic, abbandonato a sé stesso lì davanti. Male la difesa nel complesso, Haglund avrà parecchie cose da rivedere in vista del match di ritorno.

Massimo Culello


IL TABELLINO

Lazio - Elfsborg 3-0

Reti: 24’ Kolarov (L), 35’ Zarate (L), 67’ Mauri (L)

 

LAZIO (4-4-2): Muslera 6.5; Lichtsteiner 6, Siviglia 6.5, Cribari 6.5, Kolarov 7; Brocchi 6.5, Baronio 6.5, Matuzalem 6.5 (58’ Dabo 6), Mauri 6.5 (86’ Diakitè s.v.); Cruz 6.5, Zarate 7.5 (75’ Eliseu s.v.).  A disposizione:  Bizzarri, Radu, Diakitè, Foggia, Rocchi. All.  Ballardini 7

ELFSBORG (4-2-3-1): Covic 5.5; Karlsson 5, Lucic 5.5, Andersson 5.5, M. Floren 5; Danielsson 6.5, Mobaeck 5.5; Ishizaki 5.5, Svensson 6, Jawo 5.5 (74’ Johansson s.v.); Avdic 6. 
A disposizione: Wulff, Bajrami, J. Floren, Luikstrom, Briar, Huet. All. Haglund 5

ARBITRO: Mc Donald (Scozia) 7

AMMONITI: Siviglia (L)

ESPULSI:

 

 

Lazio - Atalanta 1 - 0

Lazio - Atalanta 1-0: Rocchi Balboa stende l’Atalanta

Un bel goal del bomber veneziano regala tre punti sudatissimi alla Ballardini band


Una Lazio stanca e decisamente poco fluida nella manovra mantiene inviolata la porta e centra la prima vittoria stagionale in campionato. Partita molto tattica e poco spettacolare, Zarate prova a scaldarla a tratti con le sue accelerazioni impazzite ma non trova la via della rete. Atalanta solida e compatta, centrocampo geometrico e concreto al contrario dell’attacco abulico e sciupone. Rocchi alla seconda occasione non perdona, Acquafresca invece spreca clamorosamente sia al 6’ che al 53’, gettando al vento un pareggio che sarebbe forse stato il risultato più giusto.


In campo – Parziale turnover per i padroni di casa dopo la brillante esibizione nel 4° turno preliminare di Europa League. Tutti confermati in difesa, a centrocampo spazio al folletto Foggia che sostituisce in trequarti Matuzalem, capitan Rocchi terminale offensivo al fianco di Mauro Zarate. Giornata particolare per il tecnico orobico Angelo Adamo Gregucci, bandiera della Lazio per anni e presente per la prima volta allo stadio Olimpico in veste di avversario. Assente il lungodegente Ferreira Pinto, spazio quindi a Valdes sulla fascia e il solito Doni in appoggio al neo acquisto Acquafresca.


Si gioca – Partita che parte subito su ritmi elevati, la Lazio parte con Foggia molto largo sulla destra andando a formare un vero e proprio tridente con Rocchi e Zarate. Proprio l’argentino al 3’ riceve palla a metà campo, galoppa palla al piede per diversi metri e serve una palla d’oro per Rocchi che tutto solo in area sparacchia clamorosamente alto. Passano pochi minuti e Brocchi mostra i propri limiti tecnici effettuando un retropassaggio suicida che innesca Acquafresca, il bomber dell’Under 21 si emoziona davanti a Muslera e calcia alto sopra la traversa. Gli orobici guadagnano metri di campo, il pressing asfissiante del centrocampo consente a Barreto di calciare per due volte dal limite ma la mira è da perfezionare. A spostare gli equilibri ci pensa Foggia, fin qui in ombra, che con un giravolta e un assist in scivolata taglia il campo a favore di Tommaso Rocchi che davanti a Consigli non sbaglia una seconda volta e insacca il goal dell’ 1-0. L’Atalanta perde fiducia, pochi minuti dopo Zarate parte dalla fascia sinistra, si accentra, salta quattro avversari ma al momento del tiro viene stoppato dall’intervento disperato di Bianco e Bellini. Succede poco altro fino al 43’ quando Kolarov chiede l’uno – due a Mauri e calcia dal lato corto dell’area sfiorando il palo alla sinistra del portiere nerazzurro.

 

Nessuna sostituzione da entrambe le parti, Atalanta che cerca il pareggio ma si ritrova esposta al contropiede laziale. Al 3’ ripartenza micidiale di Foggia che percorre tutta la fascia di competenza, rientra sul sinistro e calcia a giro, decisiva la deviazione di Bellini in corner. E’ solo un fuoco di paglia però perché la Lazio soffre, gli orobici pressano e Ballardini è costretto a ricorrere ai cambi. All’ 8’ Padoin mette in mezzo un innocuo cross su cui Brocchi si avventa di tacco lisciando la palla e smarcando di fatto Acquafresca in area, clamoroso l’errore del centravanti che da pochi metri calcia incredibilmente a lato! L’ingresso di Matuzalem giova alla manovra dei capitolini, il brasiliano innesca al 20’ Zarate che giunto sulla trequarti scarica una sassata rasoterra che lascia di sale Consigli ma si spegne di pochissimo sul fondo. Passano pochi minuti e l’ottimo Dabo si fa vedere in fase offensiva, gran cross per Rocchi che si coordina ottimamente ma scarica addosso a Consigli. L’Atalanta si getta all’arrembaggio, dubbi su un contatto Cribari – Tiribocchi ma le immagini sembrano dare ragione a Pierpaoli che lascia correre. Finale concitato con Padoin che sfiora il goal della domenica con un destro siderale dai 25 metri e Caserta che la palla buona sul piede preferito ma calcia malamente da buona posizione.

La chiave – La tattica del fuorigioco della difesa bergamasca non funziona sempre a dovere, lasciando più volte la zona davanti a Consigli inesorabilmente scoperta. Nella prima occasione Rocchi spreca malamente ma alla seconda chance il capitano biancoceleste non perdona e decide il match.

La chicca – Il movimento di Tommaso Rocchi nell’azione del goal partita mette in mostra il colpo migliore dell’attaccante veneziano che parte sornione in posizione defilata dietro la linea difensiva, attende l’assist del compagno e taglia a fette la difesa avversaria con un movimento in diagonale che lo porta a rete. Eccellente.

Top&Flop – Bene Rocchi e Zarate, sempre pericolosi, Dabo entra nella ripresa e regala ordine e grandi interventi difensivi. Male Brocchi, da brividi alcuni interventi difensivi, Baronio paga a caro prezzo le recenti fatiche europee. Tra gli orobici spicca la sempre sapiente regia di Guarente e le qualità tecniche di Valdes, pericoloso fino alla sostituzione. Male uno spento Doni, preoccupante la prestazione di un disastroso Acquafresca.

Massimo Culello


IL TABELLINO

Lazio - Atalanta 1-0

Reti: 22’ Rocchi (L)

 

LAZIO (4-3-1-2): Muslera 6.5; Lichtsteiner 6, Siviglia 6, Cribari 6.5, Kolarov 6; Brocchi 5, Baronio 5.5 (57’ Dabo 7), Mauri 6.5; Foggia 6 (62’ Matuzalem 6); Rocchi 7 (79’ Cruz s.v.), Zarate 6.5.  A disposizione:  Bizzarri, Radu, Diakitè, Eliseu. All.  Ballardini 6.5

ATALANTA (4-4-1-1): Consigli 6; Garics 5 (83’ Peluso s.v.), Manfredini 5.5, Bianco 5.5, Bellini 6.5; Valdes 6.5 (70’ Tiribocchi 6), Barreto 6, Guarente 6.5, Padoin 6; Doni 5 (77’ Caserta s.v.); Acquafresca 4.  A disposizione: Coppola, Talamonti, Peluso, Madonna, Radovanovic, Tiribocchi, Caserta. All. Gregucci 6


ARBITRO: Pierpaoli di Firenze 6

AMMONITI: Kolarov (L), Manfredini (A), Baronio (L), Bianco (A), Lichtsteiner (L), Garics (A)

ESPULSI:

 

 


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